89) Jonas. L'uomo nell'universo.
Con notevole efficacia Hans Jonas mette in evidenza il fatto che
se l'uomo  il prodotto di un processo evolutivo, egli  anche in
questo processo qualcosa di inaudito e di pericoloso.
H. Jonas, La filosofia alle soglie del Duemila (vedi manuale
pagine 444-445).
Da Copernico in poi, non pi l'universo, ma solo la terra  la
dimora della vita. Nulla nell'immensit di tutto ci che resta ci
garantisce che una tale dimora debba esserci in generale. Perci
dobbiamo considerare noi e ogni vita intorno a noi come un raro
caso fortunato nel cosmo, che ha consentito ad una possibilit
celata nel grembo della materia e rimasta tale in ogni sua regola
di realizzarsi in modo del tutto eccezionale. D'altro lato -
Darwin ce l'ha insegnato - solo grazie al favore di condizioni
planetarie particolari verificatesi del tutto occasionalmente, ha
dimostrato la sua forza ontologica in un divenire lungo un intero
eone, ricco di mutamenti - e tuttavia privo di un piano generale,
senza uno scopo particolare, volto tanto al creare quanto al
distruggere; un divenire che ha popolato la biosfera disponibile
con le sue forme imprevedibili. Confrontato con questo dramma
terrestre, ricco di tutte le sue complesse manifestazioni,
l'intero restante universo manifesto risulta primitivo e monotono.
Ma  la stessa sostanza originaria che opera nelle galassie, nei
soli e nei pianeti che si muovono nello spazio cosmico, quella che
ha generato da se stessa la vita, il piacere e il dolore, la
volont e il timore, il vedere e il sentire, l'amore e l'odio.
Nessun materialismo di origine fisica pu cogliere ci, e tuttavia
la prova monistica dell'evoluzione si contrappone ad ogni
dualismo, una prova che a mio avviso nessuna dottrina filosofica
dell'essere ha sufficientemente considerato. D'altra parte non pu
essere oggetto delle scienze fisiche che restano vincolate ad una
diagnosi meramente fisica. Quest'ultima, presa per s, non
possiede, al di l del minimalismo della causalit meccanica,
nessuna forza vitale o analoga per spiegare la pi sottile
complessit della struttura e della funzione organica e, ancor
pi, la sua iniziale genesi storica. Tanto pi grande diviene
l'enigma della soggettivit che emerge negli stadi progressivi
della storia della natura e parla un linguaggio totalmente altro.
Lo scienziato della natura non pu che essere sordo a questa
lingua, non pu che accusarla di praticare l'inganno, giacch
parla di fini e di scopi. Ma questo mistero non deve lasciare in
pace la filosofia, che deve saper ascoltare entrambi questi
linguaggi, quello del mondo esterno e quello del mondo interno, e
riunirli entrambi in un'affermazione sull'essere che deve rendere
ragione dell'insieme psicofisico della realt. Siamo ancora ben
lontani da una tale auspicata teoria dell'essere e non sappiamo se
un giorno sar nostra. Ma gi l'impegno di tendere ad essa
significa fuoriuscire dalla sicurezza cartesiana del sapere chiaro
e distinto per arrischiarci nell'insicurezza del congetturare
metafisico. Io non penso che a ci ci si possa sottrarre ancora
pi a lungo.
In secondo luogo, nell'evoluzione di ci che vive noi incontriamo
noi stessi, gli uomini. In realt siamo comparsi molto tardi, cio
da poco tempo. Il nostro ingresso in questo processo  stato un
evento della storia della vita con conseguenze inaudite, e non 
ancora chiaro se  sorto e cresciuto per provocarle. Con questo
evento, la potenza del pensiero ha fatto il proprio ingresso in
un'evoluzione pi vasta e annullato i meccanismi di equilibrio
biologico finora esistenti dei sistemi ecologici. Modelli di
comportamento non pi fissati geneticamente lottano per prender
parte stabilmente senza rischi allo spazio vitale, ma la capacit
inventiva dell'homo faber, libera e capace di trovare una risposta
per ogni situazione, ordina in modo parziale, sempre nuovo e
sempre pi rapido le condizioni di una pi ampia scienza del
vivere simbiotico [Symbiotik]. Dall'antichissima et della pietra
fino alla tecnica scientifica un cammino, lungo per la storia
dell'uomo, ma breve per la storia dell'evoluzione  stato percorso
dal sorgere della scienza moderna della natura nel diciassettesimo
secolo che ha subito un processo di accelerazione esponenziale.
Ci che noi oggi viviamo  il paradosso di un enorme successo che
minaccia di risolversi, merc la distruzione della sua propria
base naturale, in una catastrofe.
H. Jonas, La filosofia alle soglie del Duemila, Il melangolo,
Genova, 1994, pagine 45-48.
